Il
testamento biologico si può già fare
Il Consiglio Nazionale del Notariato con
delibera del 23/6/2006 ha dato indicazioni alla categoria per la
redazione di testamenti biologici, ha realizzato un "Registro per
la conservazione dei testamenti biologici" e ha dato incarico ai
Consigli Distrettuali di predisporre elenchi di notai disponibili a
riceverli.
L'indicazione da dare ai cittadini che NON vogliono fare l'orribile fine
di Eluana Englaro (tutta la nostra solidarietà ai genitori) è dunque
quella di contattare il Consiglio Notarile della propria città per
sapere quali sono i notai disponibili alla redazione del Testamento
Biologico.
La testo della Delibera del Consiglio Nazionale del Notariato, troppo
lungo per essere incluso in questa lettera, nonchè l'elenco dei
Consigli Notarili Distrettuali e copia stampabile del Testamento
Biologico sono accessibili alla pagina
http://cfivarese.altervista.org/Testamento_biologico.html
I varesini rientriano nelle competenze del
Consiglio Notarile di Milano, Busto Arsizio, Lodi, Monza e Varese.
Via Locatelli 5 - 20124 - MILANO
telefono 02/6692965 fax 02/6693053
email consigliomilano@notariato.it
Le problematiche delle dichiarazioni anticipate di trattamento
sanitario per evitare ogni forma di accanimento terapeutico, definite
comunemente “testamento di vita” o “testamento biologico”, erano
all’attenzione del notariato sin dalla scorsa legislatura, durante la
quale la Commissione propositiva del Consiglio Nazionale aveva inoltrato
le sue proposte in sede politica e parlamentare.
Le proposte formulate dalla Fondazione Veronesi e il testo di
dichiarazione di volontà diffuso dal Prof. Umberto Veronesi, in attesa
di un’auspicabile iniziativa legislativa in materia (attualmente giace
non ancora discusso il Disegno di Legge n. 3 al Senato che ha raccolto
le indicazioni della Commissione del notariato), hanno reso attuale la
necessità di assicurare la certezza della provenienza delle
dichiarazioni circa i trattamenti sanitari, mediante un intervento
notarile e la loro reperibilità.
A tal fine il Consiglio Nazionale ha deliberato nei giorni scorsi di
utilizzare un testo di dichiarazione sottoscritta dal solo disponente,
contenente la delega ad un fiduciario, incaricato di manifestare ai
medici curanti l’esistenza del testamento di vita, che segue nelle
linee di fondo e completa la proposta del Prof. Veronesi, e ha dato la
propria disponibilità a provvedere alla istituzione e conservazione di
un Registro Generale dei testamenti di vita, con costi a proprio carico,
mediante le proprie strutture informatiche e telematiche.
L’intervento notarile – proprio perché volto ad assicurare il
valore aggiunto della certezza fornito dalla pubblica funzione di
certificazione - comporterà il rispetto delle modalità operative
fissate dalla legge (repertorio, trattamento fiscale, ecc.), ma non
comporterà costi significativi ed aggravi di formalità burocratiche
per il cittadino e la collettività.
L’autentica notarile sarà apposta con iscrizione a repertorio del
notaio, essendo collegata agli obblighi di informazione e di spiegazione
nei confronti del dichiarante, al quale l’originale verrà consegnato;
dovrà essere acquisito il consenso al trattamento dei dati in essa
contenuti al fine dell’inserimento nel Registro Generale dei
testamenti di vita; ad oggi, vi sarà obbligo di apposizione della marca
da bollo ma non obbligo di registrazione, trattandosi di dichiarazione
del tutto priva di contenuto patrimoniale.
La valutazione di prestare il proprio ministero nel caso specifico non
potrà che essere del singolo notaio, sia per considerazioni di ordine
etico che di ordine giuridico. Per questo i Consigli Distrettuali
notarili presenti sul territorio nazionale predisporranno un elenco dei
notai disponibili. All’autentica notarile si applicherà il minimo
della tariffa, per favorire l’utilizzo di uno strumento giuridicamente
affidabile senza oneri per il cittadino. Il notaio provvederà
all’inserimento della dichiarazione nel Registro Generale dei
testamenti di vita non appena operativo.
Anche in questo momento il notariato offre la propria collaborazione al
fine di eliminare tutte le incertezze operative in relazione alle
questioni giuridiche e fiscali, a vantaggio del cittadino e della società.
Dr.sa Laura Morandi
Segretaria CFI Italia Onlus - Varese
MODULO
TESTAMENTO BIOLOGICO
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NUOVE QUOTE
SOCIALI
IN VIGORE DALL’1/7/2008
Tassa di
iscrizione all’entrata € 15 ( confermata )
Quote
Socio ordinario quota annua € 10 (
confermata )
Socio vitalizio una tantum
(335+15) € 350
Decorrenza :
dal giorno 1 luglio 2008
Deliberata dal Consiglio direttivo
dell’ 8 giugno 2008
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FINALMENTE AUTORIZZATO UN COFANO
ECOLOGICO
Dopo numerosi solleciti da parte delle So.crem lombarde
che da tempo avevano sollevato il problema dell’adozione di bare
ecologiche, il Ministero della Salute con suo decreto del 12 aprile
2007, ha
autorizzato l’utilizzo di un cofano in cellulosa con bordi in legno al
posto del feretro interamente di legno finora obbligatorio per
la cremazione, l’inumazione ed il trasporto delle salme.
Si tratta di un notevole passo in
avanti in direzione del contenimento dello sperpero del patrimonio
forestale. Il tipo di cofano autorizzato è quello prodotto
dall’industria Coccato e Mezzetti di Galliate (NO), ma è prevedibile
che altri produttori si
faranno avanti per realizzare bare con materiali meno pregiati e più
degradabili del legno.
Come abbiamo più volte sottolineato i
cofani biodegradabili contribuiscono ad accelerare i tempi e a diminuire i
consumi di combustibili nella
cremazione, oltrechè nell’emissione dei fumi. Anche se, per quanto
riguarda tempi , consumi e inquinamento atmosferico la soluzione migliore
ipotizzabile sarebbe quella di ricoprire la salma con un
semplice lenzuolo di lino. Ovviamente l’uso di bare ecologiche
produrrà vantaggi anche alle
inumazioni permettendo una più rapida consunzione delle salme
frequentemente scoperte inconsunte dopo ben 10 anni di interramento. E’
augurabile che i Comuni, per
quanto concerne le inumazioni ed i gestori
degli impianti di cremazione, considerando i vantaggi che loro derivano,
favoriscano il ricorso alle nuove bare riducendo le tariffe
cimiteriali a coloro
che ne faranno uso.
Aggiungiamo che il nuovo tipo di bare
dovrebbe avere un costo notevolmente inferiore a quelle di intero legno, a
tutto vantaggio delle famiglie
dei defunti. Ovviamente si tratta di compiere un grande passo culturale
negli usi e costumi sedimentati nei secoli, ma siamo certi che, sia pure
gradualmente, prevarrà in tutti noi l’amore per l’ambiente e per la
sua difesa.
Intanto invitiamo i
soci ed i loro famigliari, al momento del bisogno, di chiedere alle
Imprese di Onoranze funebri di loro fiducia la fornitura di bara ecologica
con relativo preventivo di prezzo. Staremo a vedere come queste imprese
accoglieranno la novità.
QUALCHE NOTIZIA SULLA DISPERSIONE DELLE CENERI
Molti nostri soci hanno cominciato a pensare alla
“dispersione delle proprie ceneri” da quando la legge della Regione
Lombardia lo permette, ma non tutti hanno le idee chiare.
Vediamo
quali sono i limiti e le possibilità.
Nell’art.
7 punto 4 si dice:
nel caso in cui il defunto non
abbia manifestato la volontà di far disperdere le sue ceneri, queste
vengono riposte in una urna sigillata, recante i dati anagrafici, per la
tumulazione o l’affidamento ai familiari.
Ne risulta
che la manifestazione di volontà di dispersione
delle ceneri, deve essere
effettuata in vita, ma non solo, la volontà di dispersione delle
proprie ceneri deve risultare da
disposizione testamentaria (atto notarile obbligatorio), o da
dichiarazione compilata e firmata, rilasciata da chi ha questo
desiderio di dispersione, operazione da fare nella sede So.Crem (ma si
deve esser soci). E’ ovvio che andare da un notaio è molto più costoso
che farsi soci della So.Crem.
Fatelo
sapere a chi dice “che non è più necessario iscriversi” per essere
cremati: è vero, ma è più costoso se si vuole la dispersione; oltre ad
altri vantaggi che comporta l’esser soci, quale il disbrigo di tutte le
pratiche e un rimborso totale o parziale delle spese di cremazione.
Già oltre
1000 soci hanno depositato nei nostri uffici la manifestazione di volontà
che le loro ceneri vengano disperse in natura.
SO.CREM: ORA SARA’ POSSIBILE ISCRIVERSI ANCHE A GALLARATE
Un importante accordo tra il Comune
e la nostra Associazione
A Gallarate,
dopo una delibera della Giunta Comunale del novembre 2005, tra il Comune e
la SO.CREM, rappresentati rispettivamente dal Dott. Arcangelo Altieri e
dal presidente della nostra Associazione Ambrogio Vaghi, è stato
raggiunto un accordo illustrato in un documento, di cui pubblichiamo una
sintesi.
Art. 1.
Il Comune
affida al proprio Ufficio Servizi Cimiteriali l’incarico di fornire le
informazioni e la relativa modulistica (fornita dalla So.Crem) ai
cittadini che ne fanno richiesta ai fini dell’iscrizione alla società.
L’ufficio
riceve dagli stessi le richieste di iscrizione, verifica la corretta e
completa compilazione del modulo nonchè (con le modalità previste dalla
vigente normativa in materia) l’identità della persona che l’ha
sottoscritto, accerta l’avvenuto versamento della quota associativa
mediante bollettino di c/c postale.
L’Ufficio
Servizi Cimiteriali trasmette alla So.Crem, nei termini più brevi, il
modulo di iscrizione (con l’eventuale copia del documento di identità
qualora la richiesta sia pervenuta a mezzo di altra persona) unitamente
alla ricevuta di versamento in c/c postale. La So.Crem, ricevuta la
documentazione, verifica gli atti, provvede alla iscrizione del
richiedente nell’elenco soci e trasmette direttamente al suo domicilio
la tessera associativa.
POSSIAMO LASCIARE A SCOPO DI STUDIO
LE NOSTRE SALME
La
So.Crem, che per legge è già riconosciuta come esecutrice testamentaria
della volontà dei propri iscritti, sia ad essere cremati che di disporre
la destinazione delle proprie ceneri, è pronta a conservare e a far
rispettare anche l'alto e civile desiderio di offrirsi per la ricerca
scientifica e la donazione degli organi.
Il problema si
avvia ad una soluzione meno complessa e burocratica che non in passato.
Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato il Regolamento
n.06/2004 relativo all’attuazione della L.R. n. 22/2003 “Norme in
materia di attività e servizi cimiteriali”, pubblicato nel BUR n. 46,
12/11/2004. Ne pubblichiamo gli articoli 44 e 45.
Art. 44 (cadaveri a disposizione della
scienza)
- I
cadaveri di coloro che in vita abbiano espresso esplicito consenso
possono essere utilizzati per le finalità di studio, ricerca e
insegnamento, ai sensi dell’articolo 32 del regio decreto 1592/1933,
nelle sale settorie di Istituti universitari della Facoltà di
medicina e chirurgia. L’impiego per finalità di studio e
insegnamento si estende alle sale settorie delle strutture sanitarie
di ricovero e cura accreditate.
- L’ufficiale
di stato civile del Comune ove è avvenuto il decesso accerta la
volontà espressa dal defunto, nelle forme previste dalla normativa
nazionale vigente, circa l’utilizzo del proprio cadavere.
L’autorizzazione al trasporto è predisposta secondo la normativa
nazionale vigente sul trasporto di cadavere.
- Le
spese per il trasporto del cadavere dal luogo del decesso alla sede
della struttura abilitata e le spese per il successivo trasporto al
cimitero, nonchè quelle eventuali per il seppellimento, tumulazione o
cremazione, sono a totale carico della struttura che ne richiede
l’utilizzo.
- I
cadaveri di cui al comma 1 devono essere costantemente identificati
mediante targhetta ovvero altro idoneo metodo identificativo, anche
elettronico, che riporti le generalità del defunto.
- E’
vietato il commercio di cadaveri rilasciati a scopo di studio.
Art. 45 (Prelievo di parti di cadavere
a scopo di trapianto terapeutico)
- Il
prelievo di parti di cadavere a scopo di trapianto terapeutico, anche
per quanto attiene l’accertamento di morte, avviene nel rispetto
della vigente legislazione.
- In
caso di decesso a domicilio, ove il defunto abbia manifestato la
volontà di donare le cornee ovvero i familiari diano il consenso al
prelievo delle cornee, il medico curante o i familiari informano l’ASL
territorialmente competente e la Banca delle cornee per il prelievo.
La
novità sta soprattutto sul fatto che la possibilità di impiego delle
salme per finalità di studio e insegnamento prima limitato agli Istituti
universitari, viene estesa alle strutture ospedaliere. Gli ufficiali di
stato civile accertano la volontà espressa dal defunto e provvedono alle
necessarie autorizzazioni. Un primo contatto è stato realizzato col
Direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Varese dott. Rotasperti.
La nostra So.Crem che da diversi anni
sollecitata da alcuni soci, si è fatta carico del problema, si propone
ora di organizzare un altro servizio a favore degli aderenti. E’ infatti
ovvio che numerose persone che hanno già scelto o scelgano la cremazione,
siano anche culturalmente più disponibili ad un atto d’amore verso la
scienza e di solidarietà verso chi rimane in vita. Al fine di favorire
operativamente questo atto di donazione la So.Crem raccoglierà la volontà
testamentaria dei soci eventualmente interessati.