Prima
di procedere, a nome del consiglio, al commento della parte del bilancio
economico finanziario e di
quello sociale della nostra Società, il Presidente ricorda con orgoglio
che siamo giunti al 127° anniversario della fondazione. La Società
Varesina per la Cremazione è la più antica associazione a carattere
privato esistente nell’area del Comune di Varese: ciò dimostra in primo
luogo la validità degli scopi perseguiti, in secondo luogo l’impegno
degli amministratori che si sono succeduti. Al presente possiamo vantare
un risultato economico e finanziario in attivo in un bilancio attentamente
sorvegliato: non solo godiamo di un modesto saldo attivo, ma siamo in
grado di realizzare un contributo a carattere mutualistico che versiamo ai
familiari dei nostri soci defunti. Tale contributo ha superato la
ragguardevole cifra di 20.000€, a testimoniare il sia pur modesto aiuto
che continuiamo a fornire alle
famiglie dei soci: anziché accumulare utili e riserve il Consiglio
direttivo ha optato per una condotta
che consente di far ritornare direttamente ai familiari una parte dei
contributi versati in vita dai soci della nostra società. In sede di
assemblea il Presidente invita i soci presenti, una volta terminata la
relazione, ad esprimere pareri o eventuali perplessità circa i prospetti
riportati sul giornalino.
Il
Presidente prosegue il discorso passando a trattare
la nostra attività a carattere più propriamente sociale. La
società, fra le altre iniziative, ha riproposto l’ormai tradizionale
appuntamento con il concerto annuale tenuto presso il Salone Estense,
seguito con meritato successo. Come risulta dalla lettera pubblicata in
prima pagina sul giornalino, i nuovi soci sono
379, cifra che ci permette di mantenere il livello di 7.000 soci
totali compensando il numero dei soci defunti, trasferiti o dimessi. Vaghi
desidera sottolineare la validità della conduzione del crematorio,
all’interno del quale sono state cremate più di 1.500 salme,
dimostrando, visto che la morte non è programmabile, di saper far fronte
a evenienze talvolta difficili. Ciò va detto anche in risposta a campagne
bassamente denigratorie diffuse nei confronti del crematorio Varesino,
campagne aventi sottotraccia interessi di talune agenzie di onoranze
funebri. Adducendo a carico del nostro crematorio il falso pretesto di
ritardi e disfunzioni le
suddette agenzie incrementano il loro profitto trasportando salme
nei vicini crematori della Confederazione Elvetica, costringendo
così le famiglie a supportare maggiori costi per il trasporto e per la
cremazione. L’ufficio Cimiteriale ed il personale del Crematorio hanno
invece dato prova del massimo impegno anche in momenti di punta, tanto che
nel corrente anno si sono svolte duecento cremazioni in più rispetto
all’anno precedente. Nel solo Comune di Varese il 34% dei defunti è
stato cremato, quindi ben 298 salme non sono state inumate, realizzando il
nostro indirizzo di lasciare più terra ai vivi.
Sempre
riguardo alla nostra attività il
Presidente aggiunge che dopo un iter giudiziario particolarmente
difficoltoso, dopo dieci anni ha finalmente avuto luogo
la cremazione del socio sig. Maffini: la nostra associazione si è
fatta carico di difendere le
sue volontà, sostenendo i costi elevati che la causa ha comportato. Tali
costi in Corte d’Appello sono interamente stati addebitati ai familiari
che si erano opposti, mentre la Corte di Cassazione ha stabilito di
compensare le spese: fra spese di giudizio e avvocati, la società ha
sborsato una cifra superiore a 5.000€. Le spese di estumulazione della
salma e della cremazione, per un importo superiore ai 3.000€, sostenute
in quanto il Presidente è stato dichiarato esecutore testamentario,
verranno contestate agli eredi in vista di un futuro rimborso a favore
dell’Associazione. Tutto questo a riprova della serietà della nostra
Socrem: le 7.000 volontà da noi custodite verranno puntualmente
ottemperate, come quelle relative alla dispersione delle ceneri.
Per
i soci donatori di organi, grazie anche all’impegno della consigliera
Bianca Spoltore, la Società è addivenuta ad un accordo con l’Asl; le
dichiarazioni in nostro possesso, debitamente completate, verranno
inserite nell’archivio centrale del Ministero.
Per
coloro che hanno dichiarato la disponibilità della propria salma per
scopi di studio, data l’attinenza agli scopi della nostra società, il
consiglio si impegna a profondere analogo impegno.
Circa
la donazione del 5 per 1000, lo Stato non ha ancora chiarito
quale cifra ci potrebbe competere; l’invito ai soci comunque è
stato rinnovato. I soci aderenti al versamento a favore
dell’associazione sono pregati di metterne al corrente il
Consiglio direttivo, che a sua volta avrà cura
di informare i soci per tempo: l’avviso tramite giornalino
rischia di arrivare quando già sono state scelte altre destinazioni.
Il
presidente ragguaglia l’assemblea circa la situazione nazionale per la
cremazione e destinazione delle ceneri: a livello della camera dei
deputati è stato approvato uno schema di legge che dovrà poi pervenire
al senato. La regione Lombardia ha già permesso, previa l’osservanza di
particolari condizioni, sia la dispersione delle ceneri in natura che la
conservazione a domicilio presso parenti. La nostra associazione è
agnostica nei confronti della dispersione, il nostro interesse di
cremazionisti è di fare in modo che in Italia entri in vigore una legge
unica per cui in tutte le regioni si possa optare per la cremazione ed
eventualmente per la dispersione delle ceneri.
Il
Presidente prosegue il suo intervento soffermandosi sui prossimi obiettivi
della nostra singola associazione. Il consiglio è concorde sul fatto che
l’impegno prioritario futuro consista nella realizzazione, almeno a
vantaggio dei nostri iscritti, di una cerimonia del commiato assistita
dai consiglieri, uomini o donne, che si impegnino volontariamente.
Finora la cerimonia del commiato, a volte
unica, spesso ulteriore cerimonia dopo quella religiosa, è sempre
risultata autogestita dagli stessi parenti ed amici, con esiti spesso
soddisfacenti, ma senza l’accompagnamento di un rito ben definito. Molti
soci non conoscono la possibilità di usufruire di questo supporto:
noi lo proponiamo nello spirito che, in mancanza di valide
iniziative personali o in aggiunta alle medesime, la cremazione non si
riduca ad un incenerificio di persone trattate come rifiuti urbani. La
parte tecnica, ove richiesto, deve coniugarsi con il pieno rispetto della
sensibilità umana in un momento talmente delicato, soprattutto per i
sopravvissuti. In questo momento non possiamo chiedere alle autorità
comunali di impegnare a tempo pieno una persona che svolga la funzione di
cerimoniere, possiamo iniziare in modo volontaristico effettuando un
servizio di accoglienza per i soci defunti; se l’esperimento si rivelerà
positivo, sarà giocoforza che anche i non soci chiedano di usufruire di
tale servizio, in tal caso le Autorità Comunali
saranno sollecitate ad istituire un servizio di rito funebre per
tutti i cittadini.
Di
seguito, il Presidente informa l’assemblea che l’inaugurazione del
dipinto si svolgerà a termine del dibattito successivo ai suoi
interventi, ricorda la continuità dell’impegno profuso dai
consiglieri nel seguirne l’esecuzione, e specifica che l’onere
finanziario da parte della nostra Socrem è consistito nel versamento
della cifra di 2.000 € al Liceo artistico e al pagamento di alcune spese
vive ammontanti a poche centinaia di Euro. In futuro si vedrà come
affrontare la questione dell’affresco esistente sul portale del vecchio
crematorio, trovando una soluzione accettabile anche per la Sovrintendenza
ai monumenti pubblici.
Per
ultimo il Presidente affronta la questione delle bare ecologiche,
sollevata in assemblea lo scorso anno dalla consigliera Vanda Ghiringhelli
unitamente alla vestizione delle salme. A livello regionale l’argomento
è stato trattato durante il
coordinamento delle Socrem lombarde e
rivendicato nell’ambito dell’ultima giornata nazionale della
Cremazione. Si potrebbe usufruire di bare costruite in materiale diverso
dal legno, utilizzabili anche per le inumazioni. La nostra pressione di
lombardi ha ottenuto l’emissione di un Decreto Ministeriale che ha
autorizzato una bara ecologica di costo contenuto: la consunzione delle
salme e l’incinerimento pertanto avverranno in tempi più brevi.
Naturalmente i rivenditori di bare al costo medio di un migliaio di euro
osteggeranno questa soluzione. Come Socrem seguiremo gli sviluppi.
Circa
la vestizione delle salme, sempre la consigliera Ghiringhelli ha proposto
una vestizione in prospettiva ecologica, che lei stessa ha realizzato per
sé medesima e, tempo consentendo, mostrerà in assemblea.
Il
Presidente dichiara aperta la discussione. Chiede la parola il signor
Mario Bianchi, che si dichiara in accordo con il bilancio prospettato nel
giornalino, comunica di avere versato il 5 per 1000 alla Socrem e chiede
informazioni nel caso di morte all’estero e nel mondo. Vaghi e Bonfadini
chiariscono che le norme attuali in ambito nazionale
consentono alla Socrem di inviare direttamente le volontà degli
iscritti al comune dove è avvenuto il decesso, i non iscritti invece
devono presentare domanda tramite i congiunti al comune dove è avvenuto
il decesso per ottenere la relativa
autorizzazione. Ciò significa che i familiari sono costretti a spostarsi
più volte e che potrebbero anche trovarsi in disaccordo: l’iscrizione
alla Socrem pertanto, in circostanze impreviste, consente un vantaggio
indiscutibile. Nell’ambito dei paesi stranieri invece occorre il
rispetto delle legislazioni di ogni singolo Stato, ad esempio in Italia
occorre una certificazione dalla quale si escluda l’ipotesi di reato; le
autorità consolari, nonostante l’assenza di reciproche convenzioni,
hanno sempre dimostrato la volontà di trovare un concordato, al limite
rivolgendosi alla magistratura.
Chiede
la parola il sig. Buzzi Sergio, il quale desidera chiarimenti circa la
donazione Ghizzinardi e l’andamento dei Buoni postali, incrementati nel
giro di un anno in ragione di 20.000€. Vaghi precisa che i 15.000€
della donazione Ghizzinardi sono stati utilizzati in parte per i funerali,
in parte per il contributo alla stampa del volume “ I Luoghi della
memoria”, i restanti 10.000€ sono confluiti nel fondo ricordo soci
elencato alla voce passività: il consiglio direttivo deciderà circa la
destinazione.
Riguardo
all’incremento dei buoni postali Vaghi chiarisce che gran parte delle
quote versate vengono incassate attraverso il conto corrente postale, tale
disponibilità liquida consente di sottoscrivere ulteriori buoni postali.
I fondi finanziari nel 2005 ammontavano a 250.000€, adesso ammontano a
soli 129.000 in quanto la differenza si è preferito investirla in BOT e
BTP, che attualmente, pur essendo meno remunerativi, presentano meno
rischi dei fondi azionari.
Chiede
la parola il sig. Erio Franchi, il quale, in un ampio ed articolato
intervento, sottolinea l’ottima gestione finanziaria del bilancio Socrem
e ricorda che lo scopo delle Socrem è quello di incrementare le
cremazioni attraverso la propaganda: quindi suggerisce di ampliare i
benefici riconosciuti ai soci, rimanendo in tal modo aderenti alla nostra
tradizione a carattere paramutualistico.
Il
Presidente saluta le autrici del dipinto, giunte insieme al Prof. Corti ed
accolte dall’applauso dell’assemblea; le invita ad accomodarsi in
attesa che il dibattito abbia termine.
Chiede
la parola il sig. Magnani Giorgio, il quale esterna la sua totale
approvazione circa l’intento del direttivo di assistere parenti ed amici
alla cerimonia del commiato; Vaghi ricorda però che i parenti devono
comunicare all’ufficio Comunale la volontà di usufruire della sala del
commiato, altrimenti il feretro viene direttamente consegnato al
crematorio.
Chiede
la parola la sig. Baiocchi Maura, la quale chiede con quale celerità
siamo in grado di intervenire in caso di decesso di un socio che abbia
manifestato l’intenzione di donare i propri organi oppure di destinare
la propria salma per la ricerca scientifica. Vaghi ribadisce che esistono
molti limiti, l’intenzione è di inserirsi e di avvalersi del futuro
archivio nazionale, però è importante che la
Socrem venga informata tempestivamente dai familiari; dobbiamo
istituire un meccanismo che si trasformi in un circuito di informazioni
fra istituzioni familiari e Socrem. Un’attenta gestione del problema
potrebbe comportare un esame preliminare onde stilare un archivio
elettronico, da gestirsi da parte dell’ente pubblico, diviso in classi
di età. Per ora la regolamentazione risulta pesantemente carente.
Per
ultima ottiene la parola la consigliera Vanda Ghiringhelli, che ripropone
il problema della vestizione in occasione del rito. La signora, a maggior
garanzia, consiglierebbe di avvisare circa le volontà del defunto anche
il Sindaco ed il medico di famiglia; inoltre propone che venga depositato
un testamento in merito presso un notaio.
La
consigliera espone al pubblico un prototipo di vestito, composto da
camice con colletto alla coreana e tasche, chiuso da lacci e
completo di cappuccio e babbucce, invitando chi interessato a prendere
contatto con lei. Il Presidente ringrazia la consigliera, dichiara chiuso
il dibattito e chiede l’approvazione per alzata di mano del bilancio e
delle relazioni con la destinazione dell’utile interamente alla riserva.
L’assemblea approva all’unanimità.
Il
Presidente Vaghi dichiara
aperta la parte celebrativa della riunione ed invita ad accedere
al palco le autrici del dipinto, scoperto dalla consigliera Ione
Vernazza. Viene data lettura dello scritto di accompagnamento al dipinto,
formulato dalle autrici e dall’insegnante e riportato a pag. 6 del
giornalino. Il presidente invita alcuni consiglieri a premiare le autrici
Cinelli Martina, Frascoli Marta, Orlando Anita, Reubold Selene, Triani
Martina. Un ringraziamento particolare viene elargito al prof. Emilio
Corti. Il presidente informa che sempre il prof. Corti provvederà a
distribuire una copia del
libro “ Luoghi della memoria” con relativo attestato, a tutti i
componenti la classe 5B sperimentale. Il Presidente Vaghi ringrazia
tutti gli intervenuti ed invita
le giovani artiste e il docente
a partecipare al piccolo rinfresco allestito nell’atrio;
l’assemblea si conclude alle ore 11,30.
Il Presidente (Ambrogio Vaghi)
La
segretaria della seduta (Ione Vernazza )